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  • Oggi: 04-09-2010
  • Aggiornato: 28-06-2010
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DELOCALIZZAZIONE DEL PRIMO POLICLINICO DAL CENTRO STORICO DI NAPOLI E PRESENTAZIONE DEL PIANO DI RIQUALIFICAZIONE URBANISTICA

Un vivace dibattito su alcuni interventi di riqualificazione urbanistica della nostra amata Napoli alimenta le cronache dei quotidiani. Siamo esterrefatti dalla portata di alcuni proclami, come cittadini ci allarma e ci indigna profondamente la modalità attraverso la quale questioni delicate, da concertare attraverso un condiviso ed ampio dibattito, siano decise o proclamate come editti imperiali. Da prima la notizia choc del trasloco della struttura del primo policlinico, insediata nel cuore del centro storico In piazza Miraglia (per approfondimenti Corriere del Mezzoggiorno http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2009/11-giugno-2009/ultimatum-santangelo-sun-via-policlinico-entro-mese-luglio-1601452762429.shtml)). Pronta è stata la risposta dei medici «è una proposta dell’assessore, non una proposta concordata».., nessuna notizia sui giornali dei tanti cittadini che hanno usufruito dei servizi ospedalieri per i quali il “pacchetto trasloco” sarà consegnato senza alcun interpello agli inizi di luglio.. Ciò che preme evidenziare in questa vicenda, pur non entrando nel merito della questione, è i il metodo: la proposta appare avere i toni dell’ULTIMATUM, andrà ad incidere su un numero enorme di interlocutori tra medici, studenti, pazienti e associazioni di volontariato ospedaliero, che fanno affidamento sulla logistica della struttura.. Così come ci preoccupa gravemente la recente presentazione del piano di riqualificazione urbanistica (17 Giugno) “Grande Programma per il Centro Storico” “..interessa in particolare i 981 ettari del suo centro storico, dalle fortezze sulla linea di costa a Porta Nolana, ai Quartieri Spagnoli e Capodimonte”  presentato in questi termini ha dimensioni colossali, (per approfondimenti http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/politica/2009/17-giugno-2009/centro-storico-svolta-entro-2013ma-napoli-niente-abbattimenti--1601474048209.shtml). Anche in questo caso, le modalità attraverso le quali cambiamenti profondi del tessuto urbanistico cittadino sono proclamati dall’alto, ci sconcertano profondamente, (paventando l’apertura di una città cantiere immobilizzata). Come cittadini della nostra amata Napoli vorremmo essere garantiti da un confronto costante con le istituzioni Non possiamo accettare che scelte di rilevanza strategica per la viabilità e l’esercizio del diritto alla salute siano assunte in dispregio di elementari regole di dialettica civile.

 

Mario Migliore (Socio Zenith)

25.06.2009